La scoperta della cripta sotto il Duomo di Siena risale al 1999: mentre venivano svuotate dai detriti alcune grotte lungo Via dei Fusari, accanto al Battistero, furono trovate tracce di affreschi; fu trovata anche una galleria sotterranea e poi un’altra che risaliva per circa m 7,50. Dopo 700 anni di isolamento fu scoperta un’incredibile testimonianza della pittura senese dell’ultimo quarto del XIII secolo realizzata con il contributo di Guido da Siena, Guido di Graziano, Dietisalvi di Speme e del giovane Duccio di Boninsegna.
Per capire il perché di questa scoperta, occorre rifarsi alla storia delle cattedrali di Siena: la prima cattedrale, dedicata a San Bonifacio, va immaginata in Castelvecchio; nel IX secolo viene trasferita nel sito attuale ed è titolata alla Madonna. Un documento del 1188 riferisce di un progetto di ampliamento che si concretizza fra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo con la costruzione del transetto e del coro; delle scale collegavano l’ambiente chiamato oggi cripta con l’esagono sotto la cupola del Duomo: esse partivano dai lati delle pareti affrescate con le tre scene della Passione di Gesù ed erano precedute da altre due rampe che collegavano la cripta con l’abside dell’attuale Battistero. Non ci sono altari, perché non si tratta di una vera cripta, bensì di un atrio che costituiva un punto di raccolta dei pellegrini che arrivavano alla cattedrale da nord e che potevano così prepararsi spiritualmente alla sua visita. Alte volte a crociera poggiavano su sostegni riccamente dipinti e su pilastri di marmo dei quali sono rimasti due basamenti; sulle pareti un doppio registro di affreschi: in alto le scene del Vecchio Testamento e in basso quelle del Nuovo. Quando, nel 1317, fu prolungato il coro della cattedrale su Vallepiatta, fu smantellata la copertura della cripta che era più alta di due metri dell’attuale, facendo così perdere le scene del Vecchio Testamento e provocando l’interramento dell’atrio affrescato; anche perché gli archi di sostegno del prolungamento del coro, costituirono successivamente il presupposto strutturale per la realizzazione del Battistero la cui cupola è ben visibile in cripta.
Una porticina trecentesca collega la cripta a degli spazi che si trovano sotto il transetto sinistro del Duomo e che sono erroneamente chiamati ex fonderie: si tratta di parte delle strutture della cattedrale che datano dal XII al XIV secolo; dopo il Medio Evo vi si svolsero svariate attività artigianali, ma non vi si fusero mai i metalli, attività cui a torto è attribuito l’annerimento di alcune pietre.
Tornando all’antico atrio nel quale si riposavano i pellegrini, il loro stupore è ancora il nostro: colori sorprendentemente vividi, ori che luccicano, scene talvolta nuove perché derivate dai Vangeli apocrifi, pittura primitiva ma intensa che tradisce il suo debito nei confronti della scultura contemporanea.E’ come scendere in un’antica tomba inviolata e vederne le decorazioni pittoriche per la prima volta …. lo stupore è grande!