L’istituzione del Giubileo risale agli antichi Ebrei quando, ogni 50 anni, era annunciato con il sacro suono di un corno di capro (Jobel): durante l’Anno Santo i campi erano lasciati a riposo ed erano riscattate le terre dai proprietari d’ origine, venivano condonati i debiti e liberati gli schiavi. Nella Chiesa Cattolica per Giubileo si intende l’anno dichiarato santo che cade ogni 25 anni, durante il quale il papa concede l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli che si rechino a Roma e compiano particolari pratiche religiose.In occasione dei 550 anni di costruzione della Cattedrale di Pienza, Papa Benedetto XVI ha accolto la richiesta del vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza di concedere a quest’ultima un speciale Giubileo con Indulgenza Plenaria fino al 15 agosto 2012. Protagonista dell’evento è la cattedrale dedicata all’Assunta e consacrata il 29 agosto 1462, solamente tre anni dopo la commissione al Rossellino da parte di Pio II.Enea Silvio Piccolomini era un uomo di grande intelligenza e cultura che aveva partecipato al Concilio di Basilea come avvocato e segretario nel 1431; successivamente aveva lavorato come ambasciatore in Italia per conto dell’Imperatore Federico II finché, a 42 anni nel 1447, prese i voti e divenne, nello stesso anno, vescovo di Trieste; quindi di Siena, infine cardinale. Alla morte di Callisto III, nel 1458, fu eletto Papa e prese il nome di Pio II.Fu l’anno successivo alla sua elezione che gli capitò di passare per Corsignano, suo paese natale, rimanendo colpito dal suo degrado e dalla sua marginalità come scrive ne I Commentarii, l’autobiografia in forma diaristica degli anni del suo pontificato, estremamente preziosa anche per ricostruire le vicende relative ai lavori di Pienza. La Corsignano che rivede Pio II, a 27 anni di distanza, era un borgo molto piccolo dalla forma a fuso, con la via principale interrotta a metà dalla Pieve di S. Maria e dal Palazzo dei Priori; Pio II volle modernizzare il borgo ed elevarlo al rango di città: così nacque Pienza.Il suo architetto di riferimento fu il fiorentino Bernardo Gambarelli, detto il Rossellino, allievo e collaboratore di Leon Battista Alberti con il quale lo stesso papa aveva avuto una buona frequentazione all’epoca del Congresso di Mantova, indetto per convincere i principi cristiani a intraprendere una crociata contro i Turchi (1459). L’interazione fra queste tre grosse personalità ha prodotto “la prima piazza della Rinascenza” il cui punto focale è la Cattedrale: classica e solida, s’impone allo sguardo del visitatore pur mantenendo un rapporto equilibrato con gli altri edifici. Niente è casuale nella piazza: la spartizione del lastricato, il luogo in cui è stato collocato il “Pozzo de’ cani”, il Palazzo Comunale; se da un lato la cattedrale emerge e s’impone col suo biancore, dall’altro adottando diversi punti di osservazione si scopre che tutti gli altri edifici svolgono un ruolo ben preciso ed armonizzano fra di loro, contribuendo alla dilatazione dello spazio.Anche in chiesa si ha la stessa sensazione, in quanto Pio II chiese una “domus vitrea” e di fatto i finestroni gotici dell’abside le assicurano una straordinaria luminosità che ne esalta lo spazio. Non volle affreschi, né vetrate per lo stesso motivo, bensì cinque tavole realizzate da quattro artisti senesi: Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni e Lorenzo di Pietro. Le accomuna la forma (tabula quadrata sine civoris), l’assenza di scomparti e con le figure disposte nello stesso piano, un classico timpano o una lunetta in alto, il fondo dorato su cui rimbalza la luce che invade e smaterializza la chiesa ad ogni ora del giorno.Tutto è bellezza e coerente modernità: a Pienza, per la prima volta, l’Umanesimo si è fatto architettura e urbanistica e la città ideale del Laurana è diventata la perfetta realtà che ci avvolge ci rassicura nella Piazza del Duomo di Pienza.