Carnem levare -eliminare la carne- da cui Carnevale, perché anticamente esso indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno, il martedì grasso, subito prima del periodo di digiuno della Quaresima. Le prime testimonianze dell’uso del vocabolo “carnevale”  o “carnevalo” vengono dai testi del giullare Matazone da Calignano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il Quattrocento.  

Il Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica, ma i caratteri della celebrazione del Carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e i saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell’ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò non solo un periodo di festa ma anche e, soprattutto, di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l’ordine costituito che, finito il periodo festivo, riemergeva rinnovato per un nuovo ciclo fino all’inizio del carnevale seguente.
Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamate “trionfi” e accompagnate da canti carnascialeschi di cui fu autore anche Lorenzo il Magnifico: celebre è il suo Trionfo di Bacco e Arianna.  Nella Roma del governo papalino si svolgevano invece la corsa dei barberi (cavalli da corsa) e la “gara dei moccoletti” accesi che i partecipanti cercavano di spegnere reciprocamente. 
A Foiano della Chiana si parla di Carnevale già nello Statuto della Comunità del 1539, anzi esattamente di tre giorni carnascialeschi. Ci si mascherava anche sotto i Francesi, nel 1809, ma in passato lo si faceva sempre al chiuso: in paese il luogo deputato era il Teatro Garibaldi dove si organizzavano i veglioni , mentre i contadini andavano “a veglia” nella grande cucina di una delle tante “Leopoldine” che punteggiano la Val di Chiana. Quest’anno ha luogo, quindi,  la 474a edizione del Carnevale di Foiano  della Chiana, una fra le più importanti  ed antiche manifestazioni del genere in Italia. I carri dei quattro cantieri (Azzurri, Bombolo, Nottambuli, Rustici) hanno dimensioni mastodontiche che possono arrivare a 17 m di lunghezza, 10 di larghezza, 13 di altezza e, sorprendentemente, si aprono e si chiudono per riuscire a muoversi anche nelle strade più strette del centro storico. Il carro più bello garantisce la Coppa del Carnevale al suo cantiere. La loro sfilata, arricchita da tante maschere e bande musicali, è aperta da Re Giocondo fino alla prima domenica di marzo, quando questi farà pubblico testamento per bocca del Presidente dell’Associazione del Carnevale e poi verrà dato alle fiamme: è la Rificolonata, ovvero, il Funerale di re Giocondo, gigante di cencio e di paglia imbottito di castagnole.
Biglietto € 8,00; gruppi € 7,00 Particolari agevolazioni per i camperisti. info@carnevaledifoiano.it