Il Palazzo Casali di Cortona ospita una mostra di quaranta pregevoli reperti etruschi provenienti dal Louvre; costituisce il primo evento fra quelli previsti dall’accordo triennale siglato da Musée du Louvre e MAEC.Nessuna sorpresa: Cortona è sede di uno dei più compiuti sistemi integrati fra museo e parco archeologico in Italia ma, soprattutto, esiste un fil rouge che collega Cortona alla Francia, ulteriore conferma della vocazione esterofila di questo gioiello della Valdichiana. Nel XVIII sec. Voltaire e Montesquieu sono stati membri dell’Accademia Etrusca di Cortona; Filippo Venuti, uno dei suoi fondatori, ha trascorso circa dieci anni in Francia dove è stato vicario generale dell’Abbazia di Clairac e, dopo, bibliotecario dell’Accademia di Bordeaux. Pietro da Cortona ha fatto un progetto per il Museo del Louvre su richiesta di Colbert, mentre il cortonese Gino Severini, uno dei firmatari del Manifesto Futurista del 1909, si è diviso fra Cortona e Parigi; infine, il Presidente Mittérand aveva con Cortona un rapporto speciale.Il titolo della mostra “Gli Etruschi dall’Arno al Tevere” evoca il ruolo svolto dalle due idrovie nella storia di questo popolo: non solo ne hanno delimitato il territorio, ma i loro bacini hanno costituito aree di contaminazione fra civiltà diverse, dato che ha caratterizzato l’evoluzione degli Etruschi e ha loro permesso di esprimersi artisticamente ad un livello molto elevato.Quello proposto è un percorso che ci porta anche a conoscere alcune importanti figure di collezionisti e mercanti attraverso i quali sono transitate le opere etrusche pervenute al Louvre: Edme-Antoine Durand,  ricco collezionista che al momento della sua morte, nel 1835, si trovava a Firenze per acquistare pezzi antichi sul mercato italiano,  Giovanni Pietro Campana, direttore del Monte di Pietà a Roma, la cui straordinaria collezione fu messa in vendita dopo il tracollo finanziario e la sua condanna per peculato e venne acquistata nel 1861 in parte dall’Inghilterra, in parte dallo Zar Alessandro II e per la maggior parte da Napoleone III; infine, Alessandro Castellani, esponente dell’importante famiglia romana di orafi e antiquari, il quale fu introdotto nella società francese dall’amico Gioacchino Rossini ed ebbe contatti diretti con l’imperatore Napoleone III.Fra gli oggetti in mostra ci sono capolavori di una bellezza unica: la Testa bronzea da Fiesole, parte di una statua onorifica di un giovane aristocratico etrusco del III secolo a.C., quattro notevoli bronzetti del Falterona, statuette appartenenti a un eccezionale deposito votivo rinvenuto nel 1838 e oggi diviso tra i maggiori musei europei, la pisside in avorio lavorata da un’unica porzione di zanna d’elefante, in stile orientalizzante, preziosi pezzi d’oreficeria come la collana con testa di Acheloo, proveniente da Chiusi, e gli orecchini in oro con pendenti ornati da motivi raffiguranti il carro del Sole e la Vittoria, il mirabile vaso conformato a testa femminile, recipiente bronzeo databile tra la fine del III e l’inizio del II secolo a. C., forse prodotto da un atelier orvietano, il pregevole Lebete-situla falisco a figure rosse, tra le opere di età tarda di questa produzione meglio conservate, raro esemplare ad avere mantenuto integri il coperchio e la decorazione, sia plastica che pittorica e, naturalmente, l’icona della mostra: il busto di Arianna da Falerii, considerata  fra le più belle opere fittili del periodo ellenistico.  Data Inizio:05 marzo 2011
Data Fine: 03 luglio 2011
Costo del biglietto: 10,00 euro
Luogo: Cortona, Maec-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona
Orario: Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Telefono: 0575 637235
Sito Web:http://www.cortonamaec.org/